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Il costo dei danni da lavoro per l'azienda Italia esposto in una nuova pubblicazione della Consulenza statistico attuariale
Quanto costano all’Italia gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali? All’interrogativo risponde la pubblicazione dell’Inail “Il costo dei danni da lavoro per l’azienda Italia” che prende in esame l'anno 2023 per valutare la stima dell’impatto finanziario e sociale degli eventi lesivi sull'economia del nostro Paese. "Gli infortuni incidono non solo sulla salute dei lavoratori, ma anche sulla produttività aziendale e sull’intera economia, con costi considerevoli" si legge nella premessa a firma di Marcello Fiori, Direttore Generale Inail.
Secondo la stima elaborata dall’Inail, infatti, il costo complessivo degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali nel 2023 ammonta a 49,2 miliardi di euro, pari al 2,31% del Pil nazionale. Il valore deriva dalla somma di tre componenti: il costo assicurativo, pari a circa 12,5 miliardi di euro; il costo prevenzionale, che supera i 23 miliardi; e il costo conseguente non assicurativo, stimato in circa 13,4 miliardi di euro. Lo studio segnala inoltre come il costo medio di un infortunio sul lavoro si attesti intorno ai 33 mila euro per evento, mentre quello di una malattia professionale superi i 61 mila euro.
Lo studio realizzato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail viene pubblicato a quattordici anni dalla precedente valutazione riferita al 2009: il confronto evidenzia gli effetti positivi delle politiche di prevenzione adottate negli ultimi anni. Tra il 2009 e il 2023 gli infortuni riconosciuti dall’Inail sono diminuiti del 37%, contribuendo a una riduzione del costo complessivo stimata in circa 13,9 miliardi di euro. Questi risultati confermano che la prevenzione rappresenta una leva strategica oltre che per la tutela della salute dei lavoratori, anche per la competitività delle imprese e la sostenibilità economica del sistema produttivo. Investire in sicurezza, dunque, genera benefici concreti per l’intero Paese.
L'utilità di tali evidenze cristallizzata nelle parole del dott. Fiori: "La consapevolezza di tali risultati da parte dei datori di lavoro può essere un valido ed ulteriore incentivo per il miglioramento continuo delle condizioni di salute e sicurezza dei propri dipendenti, nell’evidente vantaggio, anche in termini di competitività, che deriva da un crescente impiego di risorse da investire nella prevenzione".
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